Addormentarsi prima e perdere più peso, lo studio NYU sul prediabete

Addormentarsi prima potrebbe aiutare a perdere qualche chilo in più. È quanto suggerisce uno studio della New York University, guidato da Susan Kohl Malone del Rory Meyers College of Nursing e pubblicato il 22 ottobre 2026 sulla rivista Nursing Research: in 196 adulti con prediabete, ogni ora di anticipo nell'addormentamento è risultata associata a circa 1,3 libbre (circa 600 grammi) di peso perso in più in otto settimane.
Come è stato condotto lo studio
I partecipanti, tra i 21 e i 64 anni, avevano il prediabete e dormivano poco. Sono stati divisi a caso in due gruppi: entrambi hanno seguito per otto settimane un programma sugli stili di vita, con videochiamate settimanali su alimentazione sana, attività fisica e gestione dello stress. Uno dei due gruppi ha ricevuto anche un percorso dedicato al sonno, con regole di igiene del sonno, esercizi per associare il letto al dormire e un piano graduale per anticipare l'ora di andare a letto. Il sonno è stato registrato con diari quotidiani e sensori da polso, la glicemia con sensori a monitoraggio continuo.
I risultati
Entrambi i gruppi hanno perso peso e migliorato il sonno, ma chi ha seguito anche il percorso sul sonno ha riferito una qualità del riposo migliore e meno sonnolenza durante il giorno. Nessuno dei due programmi, invece, ha modificato i livelli di glucosio nel sangue.
Il dato più interessante riguarda l'orario: considerando tutti i partecipanti, chi si addormentava prima tendeva a perdere più peso, indipendentemente da quante ore dormiva in totale. Secondo Malone, conta anche quando ci si addormenta, non solo quanto si dorme; tra le possibili spiegazioni, andare a dormire prima lascia meno tempo per mangiare a tarda sera.
Si tratta di un'associazione osservata in uno studio di otto settimane, non della prova che anticipare l'ora di andare a letto basti a far dimagrire. Chi ha il prediabete dovrebbe continuare a seguire le indicazioni del medico su alimentazione e movimento. Lo studio è stato finanziato dal National Institute of Nursing Research statunitense.
Fonti Futurity (New York University) · Newsweek · Daijiworld



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