Alimenti fortificati, l'OCSE indica sei principi contro le carenze

L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato a fine ottobre 2026 un rapporto con sei principi per regolare la fortificazione degli alimenti su larga scala, cioè l'aggiunta di vitamine e minerali a cibi di largo consumo come il sale o la farina. Il documento, intitolato «Good Practice Principles for Regulating Large-Scale Food Fortification», parte da un dato: miliardi di persone nel mondo hanno carenze di micronutrienti, una condizione spesso chiamata «fame nascosta».
Cosa dice il rapporto
Secondo l'OCSE rendere obbligatoria la fortificazione non basta, da solo, a far arrivare i prodotti a chi ne ha bisogno: servono regole efficaci, controlli e una valutazione dei risultati. Il rapporto ricorda che nel 2023 più di cento Paesi prevedevano l'obbligo del sale iodato e circa la metà dei Paesi del mondo quello di fortificare la farina di frumento.
Tra le ragioni economiche, il documento cita una stima secondo cui ogni dollaro investito nella fortificazione degli alimenti può restituire 27 dollari in benefici, grazie alla prevenzione delle malattie e a una maggiore produttività.
I sei principi
Le indicazioni dell'OCSE riguardano sei aspetti: usare le prove scientifiche per individuare le carenze e scegliere gli interventi adatti; inserire le regole sulla fortificazione nelle politiche sanitarie; ridurre gli ostacoli all'ingresso sul mercato dei prodotti fortificati; rafforzare la vigilanza e i controlli; formare gli operatori e migliorare il rispetto delle norme; coordinare le politiche pubbliche che influiscono sull'offerta e sulla domanda di questi alimenti. Il rapporto segnala anche che requisiti amministrativi troppo complessi possono scoraggiare i piccoli produttori.
Non sostituisce una dieta varia
Il documento sottolinea che la fortificazione non prende il posto di un'alimentazione sana ed equilibrata: va affiancata alla varietà della dieta, all'educazione alimentare e, dove serve, all'integrazione. Inoltre non dovrebbe diventare un modo per promuovere alimenti poco salutari, ad esempio quelli ricchi di zuccheri.
Fonti OCSE · Doctor33 · Il Farmacista Online



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