Fegato grasso, fino a 2 milioni di italiani non sanno di averlo

Fino a due milioni di italiani potrebbero avere il fegato grasso senza saperlo. È l'allarme lanciato dalla Società italiana di diabetologia (SID) durante il suo 31° Congresso nazionale, che si è tenuto a Rimini a fine ottobre 2026. Al centro dell'attenzione c'è la MASLD, la malattia del fegato legata alle alterazioni del metabolismo, molto frequente tra le persone con diabete di tipo 2.
Che cos'è la MASLD
La sigla indica la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, cioè l'accumulo di grasso nel fegato in presenza di fattori di rischio come diabete di tipo 2, sovrappeso, pressione alta o alterazioni dei grassi nel sangue. Fino al 2023 era chiamata NAFLD. Nelle forme più avanzate, la MASH, al grasso si aggiungono infiammazione e danno alle cellule del fegato. Con il tempo può formarsi tessuto cicatriziale, la fibrosi, che nei casi più gravi evolve verso la cirrosi e il tumore del fegato.
Secondo Riccardo Bonadonna, presidente eletto della SID, MASLD e MASH possono interessare fino al 70% delle persone con diabete. Il problema è che la malattia può restare silenziosa per anni: sentirsi bene non basta per escluderla, e il grasso può accumularsi anche quando glicemia e colesterolo sembrano sotto controllo.
Come si scopre
Oggi la biopsia è riservata ai casi dubbi. Il primo passo è il FIB-4, un indice che il medico di famiglia può calcolare con esami del sangue di routine, combinando età, transaminasi e piastrine. Se il valore indica un rischio più alto, lo specialista può proporre l'elastografia, un esame che misura la rigidità del fegato.
Il ruolo dello stile di vita
Gli specialisti riuniti al congresso, tra cui Amalia Gastaldelli dell'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa, ricordano che l'assenza di sintomi non significa che il fegato sia sano e indicano come base della prevenzione e della cura una dieta di tipo mediterraneo, ricca di verdura, frutta e fibre, con meno grassi saturi, zuccheri aggiunti, in particolare le bevande zuccherate, cibi ultraprocessati e carne rossa. Contano anche l'attività fisica regolare e la riduzione del grasso in eccesso, soprattutto addominale, cercando di preservare la massa muscolare. Chi ha il diabete o altri fattori di rischio può chiedere al proprio medico se sia utile una valutazione del fegato.
Fonti ANSA · AgenSalute · Diabete.com



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