Cibi ultra-processati, una firma nel sangue spiega metà del legame con cuore e diabete

Una vera e propria "firma" nel sangue potrebbe spiegare circa metà del legame tra una dieta ricca di cibi ultra-processati e il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. È il risultato di uno studio dello University College London (UCL), condotto con l'Imperial College London, pubblicato sulla rivista BMC Medicine e rilanciato questa settimana dall'università britannica.
Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 6.000 adulti della coorte Whitehall II, composta da dipendenti pubblici britannici, seguiti per circa 20 anni. Nel sangue dei partecipanti sono stati misurati 233 metaboliti, cioè piccole molecole legate al metabolismo. Ne sono emersi due profili: uno di 34 metaboliti associato a una dieta ricca di alimenti ultra-processati e uno di 50 metaboliti associato a una dieta basata su alimenti poco trasformati.
Il profilo legato ai cibi ultra-processati mostrava livelli più bassi di acidi grassi omega-3 e di colesterolo HDL, quello considerato "buono", mentre il profilo dei cibi poco trasformati andava nella direzione opposta. Secondo le analisi, questa firma nel sangue spiega circa il 51% del legame tra cibi ultra-processati e malattie cardiovascolari e circa il 43% di quello con il diabete di tipo 2.
Non solo zuccheri, sale e grassi
Lo zucchero spiegava una parte del legame con il diabete, circa il 27%, mentre sale e grassi saturi non sembravano incidere sul rischio delle due malattie. Per la prima autrice, Eunice Wang, i risultati suggeriscono che anche la lavorazione industriale in sé potrebbe avere un ruolo, ma servono altre ricerche per confermarlo.
Gli autori ricordano che si tratta di uno studio osservazionale, che non può dimostrare un rapporto di causa ed effetto. La metà del legame che resta senza spiegazione potrebbe dipendere da altri fattori, come il microbiota intestinale, l'infiammazione o i segnali di fame e sazietà. Il consiglio pratico resta quello di dare più spazio ad alimenti freschi e poco trasformati.
Fonti UCL via EurekAlert! · BMC Medicine (Springer Medicine) · Earth.com



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