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Rumore del traffico e cuore, il rischio resta anche per chi dorme bene

Scie luminose rosse e bianche del traffico di notte

Vivere in una zona esposta al rumore di auto, treni e aerei è associato a un rischio più alto di problemi di cuore, anche per chi dorme bene. Lo indica uno studio guidato da Joseph Nguyen del Massachusetts General Hospital di Boston, diffuso il 2 novembre 2026 dall'American Heart Association tra gli abstract delle Scientific Sessions 2026 di Chicago.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche e i questionari sugli stili di vita di oltre 108.000 adulti statunitensi, stimando il rumore medio delle 24 ore vicino a casa di ciascuno. Circa un terzo dei partecipanti (33%) era esposto a più di 50 decibel e il 54,5% a più di 45 decibel.

Un'esposizione superiore a 50 decibel è risultata associata a un aumento dell'8-10% del rischio di sviluppare i principali fattori di rischio cardiovascolare, cioè colesterolo alto, pressione alta e diabete, e a una maggiore probabilità di eventi cardiaci gravi.

Il ruolo del sonno

Il dato più rilevante riguarda il sonno: il legame tra rumore e cuore era simile nelle persone con un sonno sano e in quelle con disturbi del sonno. Secondo Nguyen, dormire bene non sembra proteggere dagli effetti negativi del rumore sul cuore. I ricercatori precisano anche che i valori usati sono medie sulle 24 ore e non tengono conto dei picchi.

Per Keith Churchwell, dell'American Heart Association, lo studio si aggiunge alle prove secondo cui fattori ambientali come l'inquinamento dell'aria e il rumore incidono sulla salute del cuore.

Le soglie dell'OMS

Per l'Europa, le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità sul rumore ambientale, pubblicate nel 2018, raccomandano per il traffico stradale livelli medi inferiori a 53 decibel e a 45 decibel durante la notte.

Come ricorda l'American Heart Association, i risultati presentati ai congressi sono considerati preliminari finché non vengono pubblicati su una rivista scientifica con revisione tra pari.

Fonti American Heart Association · Talker News · Queen Mary University of London

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